Dalla fine degli anni ’60 la riflessione sul linguaggio continua su più fronti.
Nel febbraio 1971 alla Galleria Blu di Milano espone una serie di feltri e di bacheliti che inaugurano un filone di lavoro che diventerà estremamente prolifico .
Dopo il lungo operare è inevitabile l’utile inutilità del gesto e del facile per rompere un momento le righe: ma sempre incombe la verifica, e presto; la pausa, l’idea, il gusto, diventano il supporto provvisorio di un nuovo discorso.
Il titolo della mostra è suggestivo:
"Ridondanza: paesaggi e ritratti
Analisi: assiomi…"
I Feltri sono pannelli incisi a fuoco o dipinti con colore che raffigurano ritratti e paesaggi attraverso l’uso della ridondanza letteraria mentre gli Assiomi sono lastre di bachelite incise e trattate con colori ad acqua o nitro in cui diagrammi e frasi esprimono qualche volta proposizioni assiomatiche, più spesso tautologie, contraddizioni, paradossi contrapponendosi ai Feltri per freddezza mentale e rigore concettuale. Fa eccezione Profezia (1970) che è un assioma ipotetico, l’unico nel suo genere, in cui il materiale utilizzato e l’uso del colore ne ammorbidiscono l’impatto estetico.